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Fornovo di Taro. Piano Strategico Comunale

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Nell’estate del 2010 l’Amministrazione di Fornovo ha deciso di affrontare con coraggio alcuni problemi storici della città, che apparivano sempre più urgenti: il programmato potenziamento della linea ferroviaria che attraversa Fornovo, la congestione automobilistica connessa alla vicina autostrada della Cisa e il futuro dell’area della grande raffineria dell’Eni, da poco tempo dismessa.

L’urgenza era dovuta ad alcune improvvise accelerazioni.

In primo luogo la riapertura del dibattito, da parte di RFI, circa il futuro ruolo del nodo ferroviario di Fornovo in rapporto al progetto di potenziamento della linea Parma-La Spezia che attraversa il centro abitato di Fornovo (potenziamento all’oggi in corso, anche se rallentato dalla crisi). Qualche anno prima infatti, la precedente Amministrazione aveva espresso la volontà di allontanare la ferrovia da Fornovo deviandone il tracciato (opera sinteticamente definita shunt). Ma dubbi e difficoltà rispetto all’ipotesi shunt (in termini di costi-benefici, ed in rapporto alla funzionalità dei collegamenti nazionali) avevano riaperto il dibattito. RFI aveva avanzato una nuova proposta di potenziamento della linea senza variazione di tracciato, confermando cioè l’attraversamento del paese, in parte in tunnel, con tutto il corredo di impatti ambientali da valutare accuratamente, e di timori diffusi per la fase di cantiere.

In secondo luogo si stava procedendo allo studio di varianti stradali per evitare che il centro abitato di Fornovo continuasse a essere invaso costantemente dai flussi veicolari in entrata e in uscita dall’autostrada della Cisa, passando per il Ponte Solferino; le ipotesi che circolavano in forma preliminare mostravano impatti molto pesanti sul paesaggio fluviale di Fornovo e su tutto il centro abitato.

In terzo luogo l’area Eni. Proprio mentre si avviava la bonifica del sito dell’ex-raffineria da parte dell’Eni, spuntavano progetti di “valorizzazione” dell’area stessa, densamente popolati di uffici, zone industriali e piccoli spazi pubblici ricavati qua e là.

La strategia che ha segnato il progetto del Piano strategico di Fornovo è sintetizzabile in tre punti:

  • affermare l’interdipendenza dei problemi - attraversamento ferroviario, by-pass stradale e riassetto area Eni - e conseguentemente l’interdipendenza delle soluzioni, che non possono essere separate, settoriali, autonome l’una dall’altra, ma devono essere affrontate insieme, attraverso l’integrazione tecnica e disciplinare delle proposte, il dialogo tra i differenti soggetti istituzionali, la ricomposizione delle esigenze e delle aspettative sociali (che a Fornovo si andavano via via contrapponendo e radicalizzando);
  • affermare che le tre questioni principali (ferrovia, strada, area Eni), tenendo conto dell’estensione territoriale dell’area Eni rispetto a tutto il centro abitato di Fornovo e del peso esercitato dalla cesura urbana della ferrovia sulla vita della città, costituiscono un’occasione irripetibile per ripensare Fornovo, affrontando problemi pregressi (spazi pubblici, attrezzature sportive inadeguate e strutture scolastiche localizzate in modo poco funzionale, esigenze di ampliamento dell’area industriale, ecc.), ma soprattutto immaginando un miglioramento complessivo dell’intero centro urbano (che non è considerato un centro “risolto”, dal punto di vista della qualità);
  • affermare che tutto questo non deve essere realizzato ancora una volta a spese del fiume e del paesaggio di Fornovo (che dal fiume è inscindibile), e che il miglioramento delle prestazioni ambientali costituisce un obiettivo trasversale da perseguire sia attraverso la previsione di nuovi spazi verdi, che la progettazione di spazi costruiti ad elevata sostenibilità energetica.

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