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Pontili Corviale. Dispositivi per l’accessibilità dei territori metropolitani

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Il Progetto Pontili, di cui il Laboratorio di co-progettazione Corviale rappresenta la prima sperimentazione concreta, è una strategia di paesaggio aperta e dialogica sviluppata sul tema dell’accessibilità nell’area romana e si colloca all’interno della ricerca Roma oltre GRA.

I paesaggi di Roma Città Metropolitana sono caratterizzati da tessuti discontinui ed eterogenei, alla stregua di una sequenza instabile di spazi urbani, naturali e semi-naturali, mostrando caratteri molto diversi rispetto alle periferie del passato. Alla bassa qualità dello spazio edificato, rispetto a cui il ripensamento dello spazio pubblico e collettivo rappresenta ormai una priorità d’azione, si oppone lo straordinario valore ecologico-ambientale, storico-paesistico, agricolo e sociale delle aree aperte (pubbliche e private) su cui, non a caso, si sono concentrate la maggior parte delle attese di miglioramento della qualità di vita da parte di cittadini, amministrazioni e soggetti economici di diversa natura.

I Pontili, dispositivi di progetto per la riabilitazione ecologica e sociale dei territori della diffusione insediativa, consentono di dare forma a un nuovo immaginario di accessibilità metropolitana attraverso interventi che, allo stesso tempo, valorizzano gli elementi positivi della città metropolitana (grandi spazi verdi, relazioni con l’agricoltura, possibilità di vita all’aria aperta, ecc.), e minimizzano quelli negativi (distanza dai centri consolidati, assenza d’identità collettiva, mancanza di sicurezza, ecc.).

Il riferimento concettuale dei Pontili è quello dell’infrastruttura verde quale dispositivo di progetto in grado di coltivare in modo innovativo la resilienza delle grandi aree metropolitane. I significati della resilienza ben si prestano infatti a riassumere le potenzialità di innovazione di una “metropoli verde”. Gli spazi aperti permettono infatti di coltivare i parametri fisici della resilienza, quali la robustezza, la ridondanza, e l’affidabilità (per es., la messa in sicurezza idro-geo-morfologica, o l’abbondanza di accessi e percorrenze, sono molto più facilmente perseguibili in presenza di spazi non edificati). Ma permette anche di rafforzare i parametri della resilienza riferiti alle società locali, riconducibili alla flessibilità, cioè la capacità di metabolizzare i cambiamenti sulla base di nuove prove ed esperienze diverse dal passato, soprattutto al livello delle attività economiche e sociali; all’intraprendenza, cioè la capacità di raggiungere obiettivi di vitalità economica e prospettive di sviluppo attraverso nuove vie, innovative e creative; all’inclusività, intesa come capacità di coinvolgere insiemi eterogenei di persone e luoghi; ed infine all’integrazione, definita come abitudine a sviluppare obiettivi comuni e assicurare il coordinamento degli sforzi.

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