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Territori protetti-spazi dell’archeologia contemporanea. Interventi di innovazione culturale ed economica nei parchi naturali della Regione Lazio

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Muovendo dalla constatazione che il patrimonio naturale, i serbatoi di biodiversità, le nicchie di cultura locale presenti all’interno dei parchi naturali della Regione Lazio sono ormai considerati un valore collettivo riconosciuto, sembra possibile avviare una nuova fase di ricerca all’interno della quale i parchi sono interpretati come laboratori “innovativi” di conoscenza e produzione. I Parchi possono cioè essere realisticamente immaginati come esempi concreti di equilibrio (dinamico) tra economie interne ed esterne, tra soggetti residenti e soggetti ospiti, tra culture locali e scambi allargati: territori vitali e conosciuti, dove la settorialità degli interventi è finalmente superata a favore di azioni che tendono a rafforzare nuove connessioni rivolte al futuro tra risorse ambientali, storico -culturali, socio -economiche.

La finalità generale perseguita dalla ricerca è quella di considerare le tracce ed i ritrovamenti archeologici come il filo conduttore per progetti innovativi capaci di allargare e qualificare l’offerta dei parchi regionali dal punto di vista culturale, ambientale ed economico.

Gli obiettivi specifici che la ricerca persegue sono così sintetizzabili:

  • Delineare un sistema dei paesaggi archeologici a partire dai parchi e dalle riserve della Regione Lazio. I territori dei parchi della Regione Lazio coincidono spesso con straordinari territori antichi: infrastrutture, insediamenti e collegamenti di epoche protostorica, etrusca, repubblicana, imperiale e alto medioevale costituiscono, nel loro insieme - assunti cioè come sistemi e non come elementi isolati - un filo conduttore resistentissimo per la scoperta di un parco, una dimensione affascinante e ancora comprensibile;
  • Individuare Paesaggi archeologici differenti e complementari. L’obiettivo della ricerca non è stato quello di riproporre un catalogo di siti (già noti) ma di mettere a fuco le stratificazioni significative che legano la storia più lontana alle mutazioni di ambienti, economie e assetti territoriali, fornendo stimoli per la comprensione di continuità e fratture. La lettura degli strati e delle loro relazioni ha permesso di individuare quelle fasi che hanno caratterizzato fortemente un determinato territorio, e di focalizzare l’attenzione sulla interconnessione tra eventi storici e assetti ambientali, legame che ha caratterizzato la “rilettura” e la narrazione della storia all’interno dei singoli parchi. Il riconoscimento dei Paesaggi archeologici regionali e delle loro fondamentali fasi di vita e costruzione è stato quindi finalizzato alla messa a punto di un racconto unitario delle vicende storico-evolutive; il sistema delle loro permanenze è stato assunto come matrice per la definizione dell’assetto contemporaneo e futuro del territorio;
  • Proporre ipotesi progettuali innovative. La ricerca è finalizzata alla messa a punto di proposte progettuali innovative. Non è ovviamente la forma tradizionale del parco archeologico il riferimento adatto, ma neanche la singola sistemazione di reperti persa nel “vuoto” dello spazio naturale, quanto piuttosto quello di progetti di paesaggio reversibili, funzionali e facilmente realizzabili, con un alto grado duttilità nell’uso pubblico e coordinati con misure a favore della biodiversità naturale e agraria. I progetti, prodotti nelle prime due fasi di lavoro e ridotti alla loro “essenza propositiva”, hanno rappresentato la base indispensabile per la messa a punto di Linee guida specifiche a supporto degli interventi, al servizio dei possibili soggetti attuatori. Le Linee guida, non sono state quindi concepite alla stregua di un catalogo di raccomandazioni generiche ma come una strategia progettuale definita da una sequenza di azioni ordinata.

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